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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
La finalità di questo studio è stata quella di identificare indicatori precoci ed affidabili di un Disturbo Bipolare emergente in figli di genitori affetti da tale malattia. A tale scopo sono stati reclutati figli di genitori entrambi affetti da Disturbo Bipolare (diagnosi effettuata con la “Schedule for Affective Disorders and Schizophrenia - Lifetime Version” [SADS-L] e mediante i criteri del DSM-IV). I genitori sono stati quindi suddivisi in due gruppi sulla base della “risposta” o della “mancata risposta” alla terapia con sali di litio. I figli nati da genitori bipolari e quelli nati dai controlli sani sono stati valutati longitudinalmente con la “Schedule for Affective Disorders and Schizophrenia for School-Aged Children - Present and Lifetime Version (KSADS-PL) e mediante i criteri del DSM-IV. Le valutazioni sono state effettuate annualmente o nel momento in cui i sintomi del disturbo affettivo andavano sviluppandosi. Dall’analisi dei risultati è emerso che disturbi d’ansia e del sonno erano antecedenti di frequente riscontro in entrambi i gruppi di bambini a rischio mentre, il Disturbo da Deficit dell’Attenzione – Iperattività (ADHD) e gli stati pre-psicotici, sono apparsi di pertinenza esclusiva dei figli nati da genitori bipolari che non avevano risposto alla terapia con sali di litio; in questi ultimi bambini, l’esordio del Disturbo Bipolare avveniva piu’ spesso con un episodio depressivo. “pillola” tratta da: The early manifestations of bipolar disorder: a longitudinal prospective study of the offspring of bipolar parents. Duffy A e coll., Bipolar Disord Dicembre 2007.
La “diffusion tensor magnetic resonance imaging” (DT-MRI) è una forma particolare di risonanza magnetica che consente una valutazione specifica dell’integrità della sostanza bianca cerebrale. 10 bambini con Disturbo Bipolare, 8 controlli sani e 7 bambini di pari età con familiarità di 1° grado positiva per Disturbo Bipolare (e quindi “a rischio” per lo sviluppo di tale malattia) sono stati sottoposti ad un’indagine mediante DT-MRI con lo scopo di mettere in evidenza e confrontare eventuali modificazioni della sostanza bianca. I dati ottenuti attraverso le scansioni sono stati sottoposti successivamente ad elaborazioni statistiche dalle quali è emerso quanto riportato di seguito. Nei bambini con Disturbo Bipolare, a paragone dei controlli sani, sono state evidenziate alterazioni della sostanza bianca a livello sia dei tratti frontali superiori destro e sinistro (compreso il fascicolo longitudinale superiore) che delle aree cingolate e paracingolate; nei bambini con Disturbo Bipolare sono state rilevate inoltre alterazioni a livello della sostanza bianca della regione orbito-frontale sinistra e del corpo calloso destro. Sempre nei bambini affetti da Disturbo Bipolare, a confronto di quelli “a rischio” per Disturbo Bipolare, è stata messa in evidenza un’alterazione della sostanza bianca a livello delle aree cingolate e paracingolate di destra e sinistra. Nei bambini con Disturbo Bipolare ed in quelli “a rischio” per Disturbo Bipolare, a paragone dei controlli sani, sono emerse alterazioni della sostanza bianca a livello del fascicolo longitudinale superiore, bilateralmente. Gli Autori hanno concluso che le alterazioni rilevate bilateralmente a livello del fascicolo longitudinale superiore (sia nei bambini con Disturbo Bipolare conclamato che in quelli “ a rischio” per tale disturbo) possano rappresentare un endofenotipo della malattia mentre, quelle rilevate bilateralmente, a livello delle regioni cingolata e paracingolata dei soli bambini affetti da Disturbo Bipolare, potrebbero essere specifiche della condizione di malattia conclamata. “pillola” tratta da: White matter abnormalities in children with and at risk for bipolar disorder. Frazier JA e coll., Bipolar Disord Dicembre 2007.
Gli Autori si sono proposti di valutare l’efficacia e la tollerabilità della terapia aggiuntiva con Zonisamide in un campione naturalistico di pazienti obesi affetti da Disturbo Bipolare in fase di compenso (eutimia). Il campione su cui è stata svolta la sperimentazione era costituito da 25 pazienti con Disturbo Bipolare (10 con Disturbo Bipolare Tipo I e 15 con Disturbo Bipolare Tipo II); l’età media era pari a 41 anni (+/- 10,4) ed il sesso femminile risultava rappresentato in ragione del 64%. Fra i soggetti arruolati solo alcuni continuavano ad assumere una terapia psicofarmacologica. Zonisamide è stata somministrata per un periodo medio di 14,2 settimane (+/- 8,5) ad un dosaggio giornaliero medio di 375 (+/- 206; range compreso fra 75 e 800 mg/die). La riduzione media del BMI (Indice di Massa Corporea) è risultata essere pari all’1,2 (+/- 1,9); i valori medi del BMI all’inizio della sperimentazione erano di 34,2 (+/- 3,1) mentre, al termine dell’osservazione, sono risultati essere pari a 33,0 (+/- 3,5; p<0,003). 18 dei 25 pazienti inizialmente arruolati (72%) hanno tuttavia sospeso precocemente l’assunzione di Zonisamide: 11/18 a causa modificazioni dell’umore (comparsa di depressione, mania, sintomatologia mista); 5/18 a causa di reazioni avverse di tipo fisico e i rimanenti 2/18 non per la comparsa di reazioni avverse, ma per loro scelta personale. La terapia aggiuntiva con Zonisamide è apparsa efficace nel ridurre il peso corporeo tuttavia, il suo impiego, è risultato essere gravato da un tasso significativo di destabilizzazione dell’umore in pazienti precedentemente stabilizzati (eutimici). “pillola” tratta da: Adjunctive Zonisamide for weight loss in euthymic bipolar disorder patients: A pilot study. Wang PW e coll., J Psychiatr Res Luglio 2007.
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